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Si scrive la storia a Hochfilzen: il primo trionfo dell’Italia in staffetta

Continua a riscrivere i libri di storia della disciplina la nazionale azzurra di biathlon: se per trovare un precedente alla vittoria di Dorothea Wierer a Östersund bisognava ritornare al gennaio del 2000, mai nella storia del biathlon si era vista una staffetta italiana, stiamo parlando in campo femminile ovviamente, salire sul gradino più alto del podio. Non si può certo dire che la caduta del tabù sia una sorpresa, perché l’Italia è salita sul podio degli ultimi due mondiali e perché quando una nazione inizia salendo sempre sul podio nelle prime tre uscite stagionali con due atlete diverse, cui se ne aggiunge una terza abbonata alla top ten, non si può che considerare quella compagine tra le più accreditate per una staffetta. Però poi passare dalle premesse alle conclusioni comporta sempre un passaggio che non è automatico e che richiede il disputare una gara di altissimo livello.

Merito, onore e applausi quindi a Lisa Vittozzi, Karin Oberhofer, Federica Sanfilippo e Dorothea Wierer, il quartetto che entrerà nei libri di storia dello sport invernale italiano. Una prova che ha visto i colori azzurri sempre davanti nelle primissime posizioni, fino alla volata finale, che ha visto Wierer piazzare il colpo di reni giusto e anticipare in uno sprint serratissimo Franziska Preuss. Una menzione nell’occasione va anche a Nicole Gontier che oggi non era in pista, ma che di questo gruppo ha sempre fatto parte e che non appena migliorerà le percentuali di questo avvio di stagione saprà dare un aiuto importantissimo alla squadra.

La prima frazione come al solito è molto tattica. Al cambio un gruppone di sette nazionali comanda la corsa. Passa in testa la Repubblica Ceca con Puscarcikova davanti a Dzhima e Braisaz, con Fialkova quarta e una Vittozzi da 10/10 quinta. Anche Shumilova e Skardino fanno parte della testa della corsa, mentre una Hildebrand non troppo convincente cambia ottava staccata di qualche secondo assieme a Gwizdon e Hauser. Tra le big è indietro solo la Norvegia, con Olsbu che accusa 30 secondi

Nella seconda frazione emergono in due: si tratta di Soukalova e Oberhofer (due ricariche per la ceca, una per l’azzurra, autrice di un bel recupero nell’ultimo giro, tutte in piedi), che arrivano al cambio assieme, con 5 secondi di vantaggio sulla Polonia di un’ottima Palka, Già più staccate le altre, la Francia con Varcin (precisa ma lenta sugli sci) accusa 13”, l’Ucraina (3 ricariche usate da Abramova) 20”, la Germania a 22” con una Hammerschmidt solida ma non ai livelli della sprint, mentre la Russia deve girare una volta con Nikulina e la Norvegia addirittura due, chiamandosi di fatto fuori dalla contesa (gira anche Makarainen, non che la Finlandia potesse ambire a qualcosa di importante, ma resta pur sempre una nota di cronaca da riportare).

Nella terza frazione la Repubblica Ceca schiera la debuttante Charvatova, che nella prima parte del giro mostra cose interessanti sia come passo sugli sci che come velocità di esecuzione al poligono. Federica Sanfilippo invece ha qualche difficoltà a terra, copre quattro bersagli con il caricatore, ma ha bisogno di tutte le ricariche per chiudere l’ultimo rimasto. Sono molti pochi però gli errori nella prima serie e così al secondo posto dietro le ceche si ritrova la giovanissima Svezia, che prima di Hogberg aveva schierato Persson e Brorsson. Anche se poi con Magnusson in quarta frazione le scandinave dovranno girare e retrocederanno fino in undicesima posizione, si tratta di un importante segnale da parte di un movimento che fino allo scorso anno dopo i ritiri di Jonsson e Olofsson era in profonda crisi. Non sbagliano neppure Hinz, che riporta avanti la Germania, Bolliet e Sola. Scivola indietro la Polonia con Hojnisz invece. Charvatova però pecca di inesperienza, spinge troppo nel secondo giro e arriva coi battiti troppo alti al secondo poligono: 4 errori e giro di penalità. La ceca comunque riesce a rientrare dal giro di penalità in quinta piazza, dietro a Hinz, Sola, Bolliet e Valj Semerenko (tutte con una ricarica usata, tranne la bielorussa che non sbaglia) e subito davanti a Federica Sanfilippo. L’altoatesina però, come fatto a Östersund, cambia passo nell’ultimo giro, recupera 12 secondi a Hinz, 9 a Semerenko, 15 a Bolliet e quasi 20 su Sola, scavalca e stacca Chervatova e dà il cambio alla compagna di stanza Wierer in quinta piazza a poco più di 20 secondi dalla testa della gara.

La rimonta dell’Italia prosegue con Dorothea, che butta subito giù altri 7 secondi nel primo giro, riportandosi su Pidrushna e Yurkevich. Dopo il poligono a terra, restano davanti in tre. Preuss (1 ricarica) con 5 secondi sulla Bielorussia e 10 su Wierer (1 ricarica anche per lei). L’azzurra continua la rimonta che si concretizza all’ultimo poligono, quando le due (anche qui un errore a testa), escono dal poligono affiancate. Wierer si porta a condurre nella prima metà dell’ultima tornata, Preuss prova l’accelerazione della disperazione sull’ultima salita, ben sapendo la superiorità dell’italiana in volata. Però non riesce a prendere margine e così finisce per fare da punto di riferimento per lo sprint della 25enne altoatesina, che la salta sulla retta finale e la va ad anticipare di 2 decimi. Per il podio intanto dal poligono era uscita Yurkevich in terza piazza. La bielorussa però pagava un dazio pesantissimo sugli sci e così veniva scavalcata da Pidrushna, che dà l’ennesimo podio delle ultime stagioni all’Ucraina, ma anche da Nowakowska, che brucia una Bescond non entusiasmanete per la quarta posizione, e pure da Vitkova, che solo nell’ultimo giro riesce ad esprimersi al meglio. Due eccellenti frazioni di Solemdal ed Eckhoff fanno risalire la Norvegia in ottava piazza, davanti alla Russia e al Canada.

Così l’Italia può festeggiare il successo, già il secondo di questo 2015-16 partito al meglio. Certo, la Francia era priva di Dorin, la Germania di Dahlmeier, però è indubbio che ormai le azzurre possano sedere con piena dignità al tavolo delle grandi nazionale del biathlon femminile. E non sembra neppure utopico lottare per le prime cinque posizioni della Coppa delle Nazioni, che garantirebbe un sesto pettorale per la prossima stagione.

Prossimo week-end la coppa si spostera a Pokljuka, in Slovenia, dove andranno in scena sprint, inseguimento e poi la prima mass start della stagione.

Nella foto: lo sprint tra Wierer e Preuss (foto ernst-wukitz.de – IBU da biathlonworld.com)