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La settimana ciclistica: Tour Down Under, San Luis, Amissa Bongo, campionati asiatici

É partita ufficialmente la stagione del World Tour nel ciclismo maschile con il Tour Down Under. Mai come quest’anno la gara è stata dominata dagli atleti australiani, che si sono imposti in tutte le tappe in programma, occupando anche tre delle prime quattro posizioni in classifica. Mattatore dell’edizione è stato Simon Gerrans che, dopo un 2015 rovinato dagli infortuni e nonostante una brutta caduta nel finale della seconda tappa, si è aggiudicato due frazioni e per la quarta volta la classifica finale, arrivando così a 31 vittorie in carriera, 18 delle quali nel circuito World Tour. Ha preceduto di 9” Richie Porte (Bmc) e di 11” il colombiano Sergio Henao (Sky), anche miglior scalatore, primo dei non australiani. Settimo posto per Domenico Pozzovivo, il meglio piazzato degli italiani. Riscatto totale anche per l’Orica che, dopo il disastro del 2015 (nessuna tappa vinta e solo un settimo posto nella generale con Impey), vince la corsa di casa, imponendosi anche in quattro delle sei frazioni previste. Nelle due volate di gruppo che hanno aperto e chiuso la corsa a Lyndoch e Adelaide, nessuno ha saputo impensierire Caleb Ewan, che ha quindi confermato quanto di buono aveva mostrato nei precedenti eventi dell’estate australe. Nella seconda tappa Jay McCarthy (Tinkoff) ha bruciato in volata Diego Ulissi (miglior piazzamento italiano in una tappa) sull’arrivo in leggera salita di Stirling. Quindi Gerrans ha vinto a Campbelltown regolando 10 uomini selezionati dalla dura salita del cavatappi e fatto doppietta a Victor Harbor in una frazione sulla carta per velocisti, ma che il vincitore di una Sanremo e una Liegi aveva già fatto sua due anni fa grazie al finale molto tecnico. Nella tappa regina con arrivo sulla salita di Willunga, infine, Richie Porte ha trionfato per il terzo anno di fila staccando tutti, però non è riuscito a colmare il gap che il connazionale aveva accumulato nelle giornate precedenti.

In Argentina invece al Tour de San Luis la vittoria è andata a Quintana, ma non Nairo, che pure era in corsa e ha concluso al terzo posto in classifica, bensì al fratello Dayer, che così ha regalato una gioia alla Movistar, alle prese con l’angoscia per la terribile caduta di Adriano Malori, ancora in terapia intensiva sottoposto a sedazione farmacologica, anche se le ultime notizie sembrano fortunatamente positive. Seconda posizione per un corridore di casa, anche se da anni protagonista delle strade europee, ossia Eduardo Sepulveda della Fortuneo. Il miglior italiano della generale è stato Vincenzo Nibali 14°, anche se il siciliano ha ancora palesato un certo ritardo di condizione, pure comprensibile in questo momento della stagione. Una vittoria di tappa per i colori azzurri, arrivata con Jakub Mareczko, che nell’ultima frazione ha bruciato Elia Viviani in volata, tra l’altro pare con qualche tensione, visto che i due correvano assieme con la maglia della nazionale. Ad aprire la corsa era stato il successo dell’Etixx nella cronosquadre e poi la conferma di Fernando Gaviria nella prima tappa in linea (anche per il giovane colombiano ritiro con frattura nella caduta che ha coinvolto Malori). Fughe a segno per il neerlandese Koning e per il locale Tiviani, entrambi al primo successo in carriera, mentre i due arrivi in salita hanno visto i successi di Sepulveda, con gran distacco, e di Lopez Moreno in una tripletta colombiana davanti ai fratelli Quintana.

Si è corso anche in Africa in questa settimana, con l’ormai tradizionale Tropicale Amissa Bongo in Gabon. Il successo è andato al vicecampione del mondo under 23 di Copenaghen 2011, il francese Adrien Petit, che si è imposto anche in tre delle sette tappe in programma, compresa la cronometro, e con queste quattro arriva a quota sette successi in carriera (curiosamente anche il primo nel 2013 arrivò in questa gara). Le prime due frazioni erano andate ad Andrea Palini, che continua con la maglia della SkyDive Dubai a farsi onore in giro per il mondo, ottime le due volate del bresciano, che ha saputo battere alcuni sprinter molto quotati, in primis il bielorusso Hutarovich, vincitore poi dell’ultima tappa nella capitale Libreville. Per Palini anche il secondo posto nella generale davanti all’altro francese Delaplace. La quarta frazione, con sconfinamento in Camerun, è stata vinta da uno dei corridori più rappresentativi del movimento africano, il marocchino Adil Jelloul, che ormai comincia ad avere una certa età (34 anni a breve), ma avrebbe senza dubbio meritato una chance anche nel ciclismo europeo.

Per concludere questo veloce giro del mondo, manca l’Asia, dove in Giappone si sono disputati i campionati continentali, che assumono ancor più valore nell’anno olimpico. In campo maschile dominio di Hong Kong o meglio del suo rappresentante King Lok Cheung che ha fatto doppietta. A crono ha vinto contro un campo partenti non certo indimenticabile, nella gara in linea, però, conclusa con distacchi da ciclismo eroico, ha saputo battere in un testa a testa un atleta di livello come Yukiya Arashiro, che tra l’altro correva in casa. Terzo l’altro giapponese protagonista del World Tour, ossia Fumiyuki Beppu, anche se a quasi 5 minuti. Cheung, 25 anni, comunque si conferma un atleta con delle potenzialità interessanti. In campo femminile, la cronometro va alla favorita e beniamina di casa Mayuko Hagiwara, l’atleta della Wiggle vincitrice di una tappa al Giro lo scorso anno, che però ha battuto la coreana Lee sopo per qualche decimo. Beffate le nipponiche invece nella gara in linea, con la coreana Na, atleta classe ’90 che non è mai venuta a correre in Europa, ma che avrebbe tutte le potenzialità per farlo (un risultato su tutti, 13^ ai Giochi di Londra nella prova in linea) a vincere la prova in volata sulla cinese Pu, 23enne che nell’ultimo triennio non aveva disputato alcuna gara internazionale (si tratta comunque di una velocista discreta, almeno a livello nazionale). Terzo e quarto posto per Hagiwara e Yonamine, che quindi non sono riuscite a far valere la superiorità numerica. Per chiudere il panorama in Asia, ricordiamo anche la serie di gare, inserite nel calendario Uci, in Thailandia, nella provincia di Udon, con una corsa di due tappe e una gara in linea, en-plein della più forte ciclista locale, Jutatip Maneephan, che ricordiamo qualche tempo fa protagonista anche in Italia con la maglia della Michela Fanini,

Nella foto: Simon Gerrans sul podio premiato come vincitore del Tour Down Under ((c) Tim de Waele/TDWSport.com)

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