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Setterosa, un bronzo che vale agli Europei. L’Ungheria vince il titolo

Termina con una meritatissima medaglia l’avventura della nazionale italiana agli Europei di pallanuoto femminile di Belgrado. Un torneo di alto livello, quello disputato dalle azzurre, che chiudono con un record di 7 vittorie e una sola sconfitta, lo stesso tra l’altro fatto registrare dalle altre due formazioni che hanno chiuso sul podio, ossia Paesi Bassi e Ungheria. Proprio le magiare, che in semifinale avevano sbarrato la strada per 10-5 al Setterosa nell’unico match sottotono delle azzurre, complice anche una prestazione ai limiti della perfezione delle avversarie, si sono laureate campionesse continentali, festeggiando oltre al titolo anche il piacevole corollario della qualificazione per i Giochi di Rio, pass che invece le altre nazionali dovranno conquistarsi ora in primavera nel pre-olimpico di Gouda. 9-7 la vittoria dell’Ungheria, che così sorprende la formazione che, ancora imbattuta, appariva favorita. Incontro molto equilibrato, con un continuo botta e risposta nei primi sette minuti, con le mitteleuropee a portarsi in vantaggio e le neerlandesi a rispondere sempre fino al 3-3. I Paesi Bassi riescono anche a sorpassare sul 5-4 con il gol da 5 metri di Genee, poi però nel terzo tempo l’Ungheria si riporta avanti, prima che la stessa Genee, proprio all’ultimo secondo trovi il 7-7. Tutto quindi si decide negli ultimi 7 minuti che sono una sinfonia danubiana, È una doppietta di Toth che decide l’Europeo dando la vittoria all’Ungheria.

L’Italia poco prima aveva invece battuto per la seconda volta nella manifestazione le campionesse uscenti della Spagna, e anche stavolta è stata una dura battaglia, decisa con un solo gol di scarto: 10-9 il punteggio finale. L’Italia era partita bene, segnando per prima con una bella conclusione di Tabani, prima del pari in superiorità numerica di Garcia. Azzurre ancora avanti con la zampata della campionessa d’Europa per club Bianconi, ma le iberiche mettono la freccia e con Tarrago e B. Ortiz chiudono il primo tempo in vantaggio. Pena, sfruttando un’altra superiorità numerica, dà anche il +2 alla Spagna. Con Garibotti già fuori per il terzo fallo da espulsione, l’Italia però reagisce con grinta leonina e con Elisa Queirolo prima e con Francesca Pomeri poi perviene al pareggio sul 4-4. La frazione però si chiude con il gol di Tarrago.

La partita però è ormai diventata una battaglia vibrante, Tania Di Mario, cuore di capitano, vince lo sprint e segna nel primo possesso del terzo periodo. Frassinetti sigla il nuovo vantaggio italiano, ma nessuna delle due squadre ci sta ad andare sotto, Tarrago pareggia subito sfruttando la superiorità numerica e lo stesso fa subito dopo Pareja per il 7-6 iberico, che però sarà anche l’ultimo vantaggio spagnolo. Nell’ultimo minuto infatti l’Italia è chirurgica nello sfruttare le due espulsioni comminate alla Spagna e con Giulia Emmolo e Aleksandra Cotti controsorpassa, entrando negli ultimi sette minuti in vantaggio. Passa meno di un minuto e Bianconi segna il 9-7 che avvicina la medaglia all’Italia. Trascorrono i secondi e il punteggio non cambia, però la partita ha ancora tanto da dire. A 2’24” dalla sirena finale B. Ortiz segna, poi Anna Espar ruba palla, lancia il contropiede e Maria Pena, dopo appena 20 secondi dall’altra marcatura, pareggia. Potrebbe essere un colpo psicologico devastante, ma l’Italia ha mille risorse, in particolare Roberta Bianconi. Frassinotti si guadagna l’espulsione di Anna Espar e sull’azione in superiorità il difensore dell’Olympiakos va a infilare il pallone in porta per la sua tripletta personale e soprattutto per il 10-9. Mancano 80 secondi, la Spagna ci prova due volte con Lopez e Tarrago, ma non trova neanche lo specchio della porta. Così è festa Italia.

Spagna: Ester, Bach, A. Espar, B. Ortiz 2, M. Ortiz, Pareja 1, C. Espar, Pena 2, Forca, Tarrago 3, Garcia 1, Lopez, Herrera. All. Oca.
Italia: Gorlero, Tabani 1, Garibotti, Queirolo 1, Radicchi, Aiello, Di Mario 1, Bianconi 3, Emmolo 1, Pomeri 1, Cotti 1, Frassinetti 1, Teani. All. Conti.
Arbitri: Kun (Hun) e Stavridis (Gre).
Note: parziali 3-2, 2-2, 2-4, 2-2. Uscita per limite di falli Garibotti (I) a 4’46 del secondo tempo. Superiorità numeriche: Spagna 5/12, Italia 5/9.

Una festa che premia un torneo di alto livello da parte della nazionale guidata dal c.t. Conti. Un girone vinto, anzi dominato, a punteggio pieno. Parlano da soli i risultati: 10-3 alla Francia, 22-3 alla Germania, 31-2 alla Croazia, 19-3 alle padrone di casa della Serbia, fino al 0-8 nel primo incrocio con la Spagna. Nei quarti, in un match giocato neanche 20 ore dopo la fine dell’incontro precedente, la Grecia, reduce da un giorno di riposo, era stata superata d’autorità per 10-4, prima della sconfitta con l’Ungheria, un ko che però non lascia troppi rimpianti, al cospetto di avversari che nelle ultime due partite si sono dimostrati autenticamente in stato di grazia, offrendo due prestazioni al limite della perfezione.

Da un punto di vista statistico, miglior marcatrice del torneo per l’Italia alla fine è proprio Bianconi con 21 reti, dietro di lei Garibotti con 16, Di Mario con 15, Emmolo con 13 e Queirolo e Aiello con 10. Ma come detto tutte le giocatrici si sono espresse al meglio, riscattando il quarto posto dell’edizione 2014 e tornando così sul podio a 4 anni di distanza da Eindhoven 2012, quando la medaglia fu quella più preziosa. Confermato tra l’altro anche il terzo posto dei mondiali 2015 di Kazan. Ora l’attenzione passa al torneo pre-olimpico, che sarà tutt’altro che semplice con avversarie quali Stati Uniti e Paesi Bassi, però con prestazioni come quelle viste in questo torneo di Belgrado nulla sembra precluso a questa nazionale.

Nella foto: una fase della partita, con Frassinetti in lotta per il pallone (foto  G. Scala/Insidefoto/Deepbluemedia da federnuoto.it)