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Una buona Italia lotta ma cede all’Australia: 46-54

Italia: Formica 7, Fassina 4, Spreafico 7, Penna 2, Gorini 11, Botteghi, De Pretto 2, Dotto, Fabbri 1, Filippi 6, Ravelli, Sandri, Tagliamento 6, Peresson ne. All. Capobianco

Australia: Cambage 15, Ebzery, Burton 5, Talbot 8, Lavey 9, Mitchell, Allen 3, Batkovic, Jarry 6, Hodges 3, Madgen 4, George 2, Tolo ne. All. Joyce

L’Australia era più forte in assoluto e si sapeva, ancor di più con le squadre in questa configurazione, che vedeva le oceaniche schierare una formazione molto vicina, al netto di qualche assenza di peso, su tutte Penny Taylor, a quella che tra due mesi a Rio andrà a caccia di una medaglia, al contrario di un’Italia priva di molte veterane e in versione decisamente giovane. Pertanto, una sconfitta di otto punti, già a voler guardare solo il punteggio, rappresenta di per sé un ottimo risultato. Ma se si va ad analizzare la prestazione, le buone notizie per il c.t. Capobianco sono ancora di più. L’Italia infatti ha essenzialmente pagato un black-out di tre minuti tra la fine del terzo e l’inizio del quarto periodo, nel quale le ospiti hanno piazzato un break di 15-4 che ha completamente ribaltato le sorti di un incontro fin lì corso sui binari della parità. Le note decisamente positive sono quelle che arrivano dalla difesa. Questa squadra ha una sua precisa identità nella propria metà campo, indipendentemente dalle giocatrici che si trovano sul parquet in quel momento e riesce anche ad alternare in maniera abbastanza efficace set a zona con situazioni a uomo. Anche l’Australia oggi, nonostante un vantaggio fisico evidente sotto canestro e tanta qualità sulle esterne, ha dovuto faticare non poco per segnare. In attacco ancora invece i lavori sono in corso, ma stasera, con rotazioni molto allargate e tantissime novità, probabilmente sarebbe stato eccessivo pretendere di più. Già domani contro il Camerun che ha ottimamente impressionato nel match con il Belgio ci sarà una verifica importante.

Primo quarto L’Italia è protagonista di un bel primo quarto, in difesa Capobianco alterna zona, uomo e match up varie e in qualche modo riesce a mascherare il gap fisico tra le due squadre.  In attacco ovviamente di andare sotto se ne parla poco, così le azioni offensive hanno soprattutto il fine di creare un vantaggio per costruirsi un buon tiro. Le triple messe a bersaglio da Spreafico, Fassina e Tagliamento sono così la base su cui la nazionale azzurra costruisce il suo primo vantaggio, assieme a un paio di belle giocate di Gorini. Proprio sulla sirena dei primi dieci minuti però arriva la tripla di Magden che rimette a -1 le oceaniche.

Secondo quarto Nel secondo periodo però entra in partita Cambage che nelle prime due azioni offensive combina per 5 punti personali e poi la rubata di Talbot completa il parziale di 10-2 che ribalta completamente il match. De Pretto entra dentro e interrompe l’emorragia. Poi le difese prendono decisamente il sopravvento, anche perché entrambi gli allenatori si affidano a rotazioni vorticose, l’Australia lucra punti con un paio di viaggi in lunetta, ma poi è Filippi con un bel piazzato a riaccorciare, peccato solo per la punta del piede a pestare l’arco dei 3 punti. La partita è a punteggio bassissimo, l’Italia difende mediamente molto bene e quando Spreafico ritarda un secondo la rotazione in aiuto commettendo fallo su George, si fa subito perdonare mettendo la tripla del 22-23. Sarà poi Tagliamento dalla lunetta a siglare il nuovo sorpasso italiano. Anche Gorini si guadagna due liberi, ma ne mette solo uno, sulla sirena arriva quindi il canestro di Formica che vale il 27-23 con cui le squadre vanno al riposo lungo.

Terzo quarto Ancora Gorini apre le ostilità nel terzo periodo, poi la partita riprende secondo i canoni che avevano caratterizzato i primi due quarti, l’Australia è anche fallosa in lunetta e così viene punita dallo step-back di Gorini che continua a essere un rebus di difficile soluzione per la difesa gialloverde. Bastano però un paio di errori difensivi, uno di squadra, uno individuale a rovinare invece un’azione che era stata quasi perfetta, perché l’Australia torni subito a contatto con i canestri di Talbot e Jarry. L’Italia riprende fiato con la marcatura di Formica e con una difesa efficace che nonostante le scarse percentuali concede all’Australia solo canestri facili. Le oceaniche però sfruttano un brutto errore dell’attacco azzurro e così Lavey può correre via per pareggiare a quota 33. Gorini trova subito di nuovo il canestro, ma Talbot infila la tripla che rimette avanti le australiane, non solo le sblocca anche da tre punti. Infatti Fassina sigla il controsorpasso, ma poi Lavey infila altre due triple di fila che aprono cinque punti di gap a favore delle ospiti. A mitigare la situazione arriva il canestro di Gorini che a fil di sirena permette all’Italia di entrare negli ultimi 10 minuti sul 39-42.

Quarto quarto Un gran bel canestro di Jarry con una splendida finta apre l’ultima frazione, poi l’Italia regala ingenuamente palla all’Australia e Cambage semplicemente è più alta di tutte e incontrastata ne appoggia altre due. Un ulteriore sanguinoso turn-over lancia di nuovo Jerry in campo aperto ad appoggiare il canestro che sigla il 6-0 subitaneo con cui le atlete down under approcciano il quarto periodo e scappano a più nove. Dopo il time-out di Capobianco, l’Italia ritrova le misure in difesa, in attacco ci vogliono due minuti per tornare a segnare, ma è un gran bel canestro di Filippi quello che rimette in moto il tabellone dell’Italia. Poi la panchina australiana si prende il tecnico e Spreafico mette il libero che vale il -6. Per battere l’ottimo lavoro difensivo italiano ci vuole una gran giocata di Ebzery, che inventa uno splendido assist per Cambage, alla quale non rimane che appoggiare il pallone a canestro. Risponde però immediatamente Filippi che infila un altro dei suoi canestri dalla media, lasciando le distanze invariate. Cambage fa valere il fisico in area, facendosi largo a spallate, Tagliamento tiene l’Italia attaccata dalla lunetta. Poi l’ultimo canestro è di Burton a sigillare il 46-54 che conclude il match.

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